Alcol e tumori, la verità del prof. Garattini sul vino che nessuno ti dice

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    Alcol e tumori, la verità del prof. Garattini sul vino che nessuno ti dice

     






     




















     






     


    Negli ultimi mesi il professor Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto Mario Negri, ha parlato a più riprese di alimentazione e di longevità. Il 90enne è tornato sull’argomento durante una delle ultime puntate de La Volta buona, la trasmissione condotta su Rai Uno da Caterina Balivo.


    Nell’ospitata del 21 maggio, Garattini ha ribadito quali sono gli alimenti e le bevande da non portare a tavola. A partire dal vino: “Il vino contiene alcol che è cancerogeno. È consigliabile bere la birra dealcolata, in futuro ci sarà anche il vino senza alcol che è una sostanza cancerogena: questo lo dobbiamo sapere, poi ognuno è libero di fare quello che vuole”, le parole dello scienziato riportate dalla redazione di Adnkronosil vino senza alcol è davvero così terribile? Scopri cosa ne pensa l’esperto.


    L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica il vino rosso come cancerogeno certo (Gruppo 1). Le bevande alcoliche rientrano nella stessa categoria del fumo di tabacco e dell’amianto. Il legame tra consumo di alcol e lo sviluppo di varie forme di tumore è certo, a livello scientifico.


    E la carne rossa? Andrebbe consumata in quantità estremamente moderate o, meglio ancora, sostituita completamente. A tal proposito, Garattini ricorda che la dieta mediterranea fornisce numerose alternative: “La piramide della dieta mediterranea è ricchissima di alimenti: frutta e verdura, pane e pasta, riso e prodotti integrali, pesci e legumi. Ci sono uova e carne magra, ci sono tante opzioni. Bisogna limitare il consumo di carne rossa e di affettati, che danno probabilità di tumore del colon”.


    Il suggerimento è di non superare la soglia “massima” di 100 grammi di carne rossa alla settimana. “Bisogna evitare soprattutto la carne alla brace perché contiene sostanze cancerogene. Le proteine animali si possono ottenere in tanti altri modi, ad esempio con uova e pesce: non serve assumere carne rossa”, spiega il professore e conclude: “Il mio compito è dare informazioni corrette coerenti con le conoscenze scientifiche, poi ovviamente viviamo in uno stato libero e ognuno può fare come vuole…”.


    È bene ricordare che la carne rossa fresca è classificata come “probabilmente cancerogena” (Gruppo 2) dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, mentre la carne rossa lavorata è classificata come “sicuramente cancerogena” (Gruppo 1).


    Nel primo caso la dicitura “probabile” sta a indicare l’esistenza di prove scientifiche sull’associazione tra un consumo eccessivo e lo sviluppo di tumori (soprattutto al colon-retto), ma l’evidenza non è ancora definitiva.


    Nel secondo caso, è accertato che le sostanze tossiche generate dai processi di salatura, stagionatura o affumicatura e l’uso di conservanti (nitriti, nitrati) sono tossiche per l’organismo.





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