Shanghai si guadagnò l'appellativo di "Parigi d'Oriente" negli anni '30. Tra le due guerre era diventata la città più internazionale dell’Asia, estremamente popolosa e cosmopolita, porto di incontri, affari, diplomazia, spionaggio e ricchezza. In questa cornice avviene l’incontro tra il generale cinese Zhang Xueliang ed Edda Mussolini, prima figlia di Benito e moglie di Galeazzo Ciano.

 
 
 

Questa è una delle storie d’amore più strane del novecento, tra due personaggi contraddittori e controversi: un nazionalista successivamente trasformato in un eroe del comunismo e la figlia ribelle e intraprendente dell'inventore del fascismo. Pare che il padre abbia detto di lei: “Sono riuscito a sottomettere l'Italia, ma non riuscirò mai a sottomettere mia figlia".

Incontrarsi a Shangai

 
 
 

Nel 1930 Galeazzo Ciano viene nominato console italiano a Shanghai, spostandosi con la moglie appena ventenne nella città cinese. In quel momento Zhang ha circa trent’anni e ha perso il padre, assassinato dai giapponesi in quanto potente signore della guerra in Manciuria. Eredita tutto e diventa uno degli uomini più ricchi della nazione, inoltre frequenta gli ambienti mondani della metropoli, è elegante, di ampie vedute e gli piace la bella vita.

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Edda Mussolini aveva una personalità forte e intrepida, sempre in contrasto con i forti poteri maschili che la circondavano. Tradiva senza problemi il marito, guidava auto da corsa, fumava, giocava d’azzardo e fu una delle prime donne a indossare i pantaloni e il bikini. Non esistono prove o documenti del suo incontro con Zhang, ma i biografi ritengono che la relazione sia nata durante ricevimenti e incontri dell'alta società internazionale. L’anno successivo la loro frequentazione viene interrotta dalle violente curve della storia novecentesca. Nel 1931 il Giappone invade la Manciuria e Zhang non interviene, perdendo tutta la sua credibilità politica. Nel 1932 Edda e il marito tornano in Europa. Probabilmente questo è l’ultimo momento in cui i due amanti si trovano nello stesso posto.

group of six individuals dressed in formal attire

 

Edda e Zhang alla fine del mondo

 
 
 

Il decennio rotola velocemente verso la guerra. L’Italia e la Germania si alleano, mentre Zhang diventa uno dei principali esponenti del nazionalismo cinese, convincendosi che il reale nemico della sua terra non sia il partito comunista di Mao, bensì l’impero giapponese alleato con Hitler. Nel 1936 si consuma il famoso “Incidente di Xi’an”, dove Zhang sequestra Chiang Kai-shek e costringe il governo nazionalista a collaborare con i comunisti contro il Giappone. Qui cambia la sua storia e probabilmente quella di tutto l’estremo oriente. Senza volerlo diventa un eroe del comunismo, celebrato ancora oggi.

 
 
 
 
 

Durante la guerra la vita di Edda e quella di Zhang sono agli antipodi. La prima vive pienamente il dominio e le conquiste fasciste, mentre il secondo viene imprigionato e rimane agli arresti domiciliari a Taiwan per più di 40 anni. Poi il successivo crollo del fascismo vede Edda fuggire in Svizzera con i famosi diari segreti del marito. Senza dover ripercorrere tutti i complessi intrecci dello scorso secolo sappiamo che i due alla fine sono sfuggiti al crollo dei loro universi. Moriranno a 5 anni di distanza e non esistono prove che si siano mai rincontrati o che abbiano avuto contatti. Zhang Xueliang dopo una vita sotto sorveglianza si trasferì alle Hawaii e morì a 100 anni nel 2001 (ha fatto in tempo a vedere l’11 settembre). Edda venne condannata a due anni di confino sull'isola di Lipari e poi si ritirò a Capri. Morì a Roma nel 1995, a 84 anni. Non sappiamo se hanno mai ripensato alla loro storia, se stavano bene insieme, se si erano promessi qualcosa che non hanno mai potuto mantenere.